martedì 17 novembre 2015

Ginkgo biloba

Siamo arrivati nel periodo dell'anno in qui il Ginkgo biloba raggiunge il suo massimo splendore.


Forse non conoscete le storia del Ginkgo, qui ce la racconta Wikipedia:
Ginkgo biloba L. è un fossile vivente ed unica specie ancora sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae ma anche dell'intero ordine Ginkgoales (Engler 1898) e della divisione delle Ginkgophyta.
Appartiene alle Gimnosperme: i semi non sono protetti dall'ovario. Le strutture a forma di albicocca che sono prodotte dagli esemplari femminili non sono frutti. Sono semi ricoperti da un involucro carnoso. È un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa nel permiano.

La pianta, originaria della Cina, viene chiamata volgarmente ginko o ginco o albero di capelvenere. Il nome Ginkgo, deriva probabilmente da un'erronea trascrizione del botanico tedesco Engelbert Kaempfer del nome giapponese ginkyō (ぎんきょう) derivante a sua volta da quello cinese 銀杏 "yin-kuo" ( yin «argento» e xìng «albicocca»; 銀杏 yinxìng «albicocca d'argento»). Questo nome è stato attribuito alla specie dal famoso botanico Carlo Linneo nel 1771 all'atto della sua prima pubblicazione botanica ove mantenne quell'erronea trascrizione del nome originale. Il nome della specie (biloba) deriva invece dal latino bis e lobus con riferimento alla divisione in due lobi delle foglie, a forma di ventaglio.
Le mie piante son molto più giovani, sono nate a fine anni 80 da semi che raccolsi ai giardini Lamarmora a Torino e questa è la loro mamma:

Sempre Wikipedia ci dice che:
Portamento
È una pianta arborea che raggiunge un'altezza di 30–40 m, chioma larga fino a 9 m, piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi. Il tronco presenta rami sparsi da giovane, più fitti in età adulta, branche principali asimmetriche inclinate di 45°, legno di colore giallo. I rami principali (macroblasti) portano numerosi rametti più corti (brachiblasti), sui quali si inseriscono le foglie e le strutture fertili.
Corteccia
È liscia e di color argento nelle piante giovani, diventa di colore grigio-brunastro fino a marrone scuro e di tessitura fessurata negli esemplari maturi.
Foglie
Ha foglie decidue, di 5–8 cm, lungamente picciolate a lamina di colore verde chiaro, che in autunno assumono una colorazione giallo vivo molto decorativa, dalla forma tipica a ventaglio (foglia labelliforme) leggermente bilobata e percorsa da un numero elevato di nervature dicotome. La morfologia fogliare varia a seconda della posizione e dell'età: le plantule hanno foglie profondamente incise, le foglie portate dai brachiblasti hanno margine interno e talvolta ondulato, le foglie portate dai macroblasti sono spesso bilobate.
Fiori
La Ginkgo è una gimnosperma e per questo non presenta dei fiori come abitualmente li intendiamo. Le Gimnosperme non hanno fiori ma portano delle strutture definite coni o strobili o, come in questo caso squame modificate (i coni da un punto di vista funzionale si possono considerare simili a dei fiori per omologia). È una pianta dioica cioè che porta strutture fertili maschili e femminili separate su piante diverse. Negli strobili maschili i microsporangi sono portati a coppie su microsporofilli, disposti a spirale su un asse allungato. L'impollinazione è anemofila.
Negli strobili femminili gli ovuli, inizialmente due, si riducono ad uno solo nel corso dello sviluppo e sono portati su peduncoli isolati. Le piante femminili dunque, a differenza della maggior parte delle Gimnosperme (in particolare delle Pinophyta), non producono coni propriamente detti ma strutture analoghe a questi.
La fioritura è primaverile. Tra impollinazione e fecondazione intercorrono alcuni mesi. La fecondazione avviene a terra all'inizio dell'autunno, quando gli ovuli sono già caduti dalla pianta madre e hanno quasi raggiunto le dimensioni definitive. I gameti sono ciliati e mobili, come avviene in molti gruppi meno evoluti 
I semi (di cui è commestibile l'embrione dopo la torrefazione) sono lunghi 1,5–2 cm e sono rivestiti da un involucro carnoso, pruinoso di colore giallo, con odore sgradevole a maturità (per la liberazione di acidi carbossilici, in particolare acido butirrico, che viene definito sarcotesta. All'interno di questo vi è una parte legnosa (sclerotesta) che contiene l'embrione. La germinazione del seme è epigea.

Prosegue Wikipedia:

Distribuzione

La pianta è originaria della Cina, nella quale sono stati rinvenuti fossili che risalgono all'eramesozoica. La pianta è stata ritenuta estinta per secoli ma, recentemente, ne sono state scoperte almeno due stazioni relitte nella provincia dello Zhejiang nella Cina orientale. Non tutti i botanici concordano però sul fatto che queste stazioni siano davvero spontanee, perché la Ginkgo è stata estesamente coltivata per millenni dai monaci cinesi.

Coltivazione

E' una specie eliofila che preferisce una posizione soleggiata e un clima fresco. Non è particolarmente esigente quanto a tipo di terreno ma vegeta meglio in terreni acidi e non asfittici. È una pianta che sopporta le basse temperature: è stato dimostrato che non subisce danni anche a -35 °C. La moltiplicazione avviene generalmente per margotta. È preferibile coltivare gli individui maschili per evitare lo sgradevole odore dei semi; tuttavia il sesso della specie è difficilmente riconoscibile in quanto non presenta caratteri sessuali secondari affidabili. Le piante mal sopportano la potatura: i rami accorciati seccano.

Il primo Ginkgo biloba importato in Italia, nel 1750, si trova nell'Orto Botanico di Padova (Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO). È un esemplare maschile maestoso su cui, verso la metà dell'Ottocento, fu innestato a scopo didattico un ramo femminile.
Ora le piante hanno un sacco di semi, devo raccoglierli e seminarli e poi diffondere per il mondo questa splendida pianta!
In tanti consigliano di privare i semi dalla polpa gelatinosa prima di seminarli, credo sia una buona tecnica in quanto i semi interrati tal quali  lo scorso anno non sono nati, inoltre devono essere vernalizzati per riuscire a nascere. Nel WE li raccolgo, poi vi farò sapere.

domenica 15 novembre 2015

Koko Loko la rosa color cappuccino.

Un nuovo arrivo nell'orto dei colori, è già presente da un mesetto ma non ve ne ho ancora parlato.

Si chiama Koko Loko Creata da Christian Bédard nel 2010, commercializzata in USA da Weeks, commercializzata in Italia da Vivai Pozzo e da Le Rose di Nicola Cavina,


 E' più di un mese che è in fiore e si stanno aprendo i boccioli che aveva all'acquisto


E' uno di quei colori che o si amano o si odiano, Io li amo.


Cambia colore nelle varie fasi dell'apertura e secondo le temperature, una rosa dal colore variabilissimo!

domenica 1 novembre 2015

Foliage

Mese impegnativo trascorso tra attività ADIPA, mostra di Masino e giardinaggio virtuale, come giardinaggio reale sono iniziati i ricoveri all'interno delle piante delicate e da appartamento.

Nell'orto purtroppo è troppo bagnato per riuscire a tagliare l'erba, ma le piante si stanno colorando dei migliori colori dell'autunno.

 Inizio da qualche foglia di Cotinus coggygria a foglia porpora. Questa pianta dovrebbe fare un bel cespuglio compatto invece si limita a fare rami lunghi e spogli, credo si tratti di una questione di potatura: dovrò provare a potarlo a ceppaia.


I Ginkgo cominciano ad ingiallire e ho anche scoperto di avere DUE piante femmina.


Mi sa che devo anche raccogliere alla base un po' di semi da spargere per il mondo come Adipa.


I castagni ingialliscono anche loro e le castagne sono ormai tutte cadute


Ed ecco la Asimina triloba, sempre più alta, sempre più im ponente e poco produttiva.
Un paio di frutti comunque quest'anno li ho raccolti.
A Masino chiacchieravo con Chiara del Grande Castagno che vendeva delle pianticelle giovani e mi ha consigliato di appendere alla pianta nel momento della fioritura qualche pezzo di carne che attira le mosche che sono le uniche impollinatrici di questa pianta. Questa primavera provo e vi dico.


mercoledì 14 ottobre 2015

Le fotografie di Nik su Casa da Sogno

Oggi un post che non ha a che fare col mio orto; voglio parlarvi di una mia amica, Marzia Sofia Salvestrini, del suo progetto B.A.C.I.O. e delle mie fotografie sulla rivista Casa da Sogno.



La fotografia è da sempre la mia passione, credo di riuscire ad esprimermi meglio con le immagini che con le parole, così quando Marzia ha creato il suo evento B.A.C.I.O. sono passato da Sarzana a visitarlo e come solito ho scattato un mare di foto che ho pubblicato in un album di Facebook.



Marzia, le partecipanti e la rivista hanno apprezzato molto le foto dell'evento e mi hanno chiesto di poterle utilizzare per illustrare il servizio.



Inutile dire che la cosa mi ha riempito di gioia: la "Regina" del gustaviano, e una rivista con tiratura di ben 70.000 copie apprezzino il mio occhio fotografico è molto gratificante.


Il progetto "BACIO" Lo spiega bene Marzia, ma il sunto è un'associazione che punta a rendere il lavoro artistico delle donne  una vera professione riconosciuta. E' un percorso complesso, ma credo che con pazienza e perseveranza potranno portare avanti egregiamente questo progetto.



Sulla rivista lo spazio dedicato è poco quindi abbondo qui con un po' di foto.



E' stata una prima edizione alla quale si è integrato con un mercatino Shabby Chic con ogni ben di Dio, mi spiace per chi se lo è perso!


Insomma, è stata una bella visita e la padrona di casa una gentilissima ospite.



Ed ecco una scansione della pagina!



E chi volesse vedere altre foto dell'evento ecco il link per raggiungere l'album di Facebook

domenica 4 ottobre 2015

Clematis e potatura

Le Clematis sono tante, ed ecco una delle mie.
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Lo stesso fiore a distanza di una settimana



Non ne conosco il nome, la coltivo in vaso e si arrampica fino a tre metri d'altezza. Dovrebbe essere la Clematis lawsoniana ma non ne sono sicuro.


Quando qualche anno fa scoprii l'esistenza di Clematis Westphal mi si aprì un mondo.
Feci arrivare un piccolo catalogo, purtroppo scritto in tedesco, ma molto completo e corredato dalle istruzioni di coltura e di potatura.

Si perchè la potatura delle Clematis è una cosa seria! Secondo la varietà necessita di una potatura diversa.

Vi consiglio una visita al sito, è veramente molto molto interessante. Inoltre hanno prezzi molto contenuti e un'organizzazione di vendita perfetta, le piante arrivano in ottime condizioni e qualcuna già in boccio.

Di seguito vi metto un copia/incolla barbaramente tradotto col google traslator, delle tecniche di potatura consigliate da Clematis Westphal:

Clematis - la potatura raccomandata
Tecniche
La potatura è uno dei temi più importanti della coltivazione di clematide! Ma ci sono, purtroppo, molte teorie diverse e contraddittorie su questo tema. Cos'è giusto e cosa è sbagliato?
Potatura per forma nel primo anno di impianto
A parte quando si pianta o quando il clematide inizia effettivamente fioritura, si dovrebbe sempre potare radicalmente tutto clematide appena acquistato e piantato prima che inizia il suo primo
anno di crescita. Questo è quello di favorire un quadro forte di steli più in basso. Si inizia, tagliando tutti i gambi a circa 20-30 cm dal suolo in novembre o Dicembre e, solo una volta, dovrà essere ed soddisfatti di con pochi fiori su inizi fioritura specie, ma essere felice di avere un buon quadro di steli per dopo. Il anno successivo si può potare come normale.
Specialisti Clematis, giardinieri professionisti o dilettanti e autori di libri concordano sul fatto che tutte le clematis dovrebbero essere potato in un momento o l'altro e, quindi, appartengono uno qualsiasi dei tre diversi gruppi di potatura. 
Questi sono denominati gruppi 1, 2 o 3 (o A, B o C). Un tempo preciso è data solo al gruppo 1 ed è discutibile quando esattamente gli altri due gruppi sono potate. Quando dovrebbe Clematis a
essere potati?  Potatura nel tardo autunno o in primavera? Influenzato dal clima cambiamento - sì o no?
I fatti sono: Anno dopo anno ci sono sempre più mite inverni, così clematis iniziano a crescere prima. ho sempre sostenuto che la potatura deve essere fatto in autunno piuttosto che in primavera, quando i nuovi germogli sono già abbastanza pochi centimetri. Tuttavia, è interamente a voi quando si riduce, ma l'autunno la potatura è infinitamente più vantaggioso!
Gruppo Potatura 1
Mese: maggio-giugno
Questa regola vale per molti dei selvatici clematis e di quei tipi che devono essere potati indietro in tarda primavera (solo se assolutamente necessario), direttamente dopo avere fiorito. Questo include tutti i C.alpina e C.montana gruppi. Entrambe queste specie iniziano a sviluppare le loro papille fiore
in estate e l'autunno precedente a pronto per fioritura la primavera successiva.
Questo è noto come "fioritura scorso anno il legno "e esempi di questo in arbusti sono la Forsythia e rhododendron. Se lo fai Non so, e prugna al momento sbagliato di anno, si avrà solo perderà i fi ori solo per quell'anno! Qualora, tuttavia, piuttosto un radicale Tagli essere necessario per rinnovare un vecchio clematide, attendere fino a dopo che ha fiorito in Aprile / Maggio e poi tagliare a giugno. Questo darà la pianta abbastanza tempo per produrre più tiri che fiorriranno l'anno successivo. Un approccio alternativo è quello di tagliare alcuni gambi selezionata annualmente a parte potare la clematide.
Gruppo Potatura 2
Mese: novembre / dicembre e un po 'di giugno.
Ridurre tutto steli della metà, o circa 1 metro dal suolo nel caso di anziani piante. Questo metodo deve essere effettuata su ibridi che girasole due volte l'anno. Desideri vedere queste varietà nel mio catalogo con il volte fioritura dati come, cioè 5/6 e 8/9. Appena lo stesso C. alpina e C. montana,
questi hanno brevi fl oritura steli prodotti su legno realizzato l'anno precedente.
A seconda di quanti ramificata gambi rimanere sulla pianta, il numero di fl owerbearing steli corti è aumentato. Io vorrei scrivere un commento a questo punto che la maggior parte il doppio fl oritura ibridi producono soltanto tali fiori su steli corti in primavera.
Dopo che hanno fl owered in primavera, tutto ibridi all'interno di questo gruppo produrranno nuove lunghe riprese su che una seconda ush fl delle fioriture di ripresa né estate o fine estate.
Taglio leggero nel mese di giugno
È possibile migliorare la quantità di la seconda estate fl oritura tagliando le teste di semi insieme al
prossima coppia di fondo di foglie. I vostri clematide sarà felicemente inviare nuovi germogli e largo nel girasole di nuovo circa 6 settimane più tardi.
Una schiena taglio radicale di questo gruppo circa ogni 4-5 anni assicura una forma compatta.
Potatura gruppo 3
Mese: novembre / dicembre (o la fine di febbraio)
Tagliare radicalmente, lasciando solo il 20 - 50 cm di steli sopra il livello del suolo. Questo
si applica a molte varietà ibride e selvaggia specie che solo girasole in estate.
Tutte queste varietà e specie producono lunghe riprese al termine delle quali sono masse
di fi ori. Inclusi in questo gruppo sono tutti clematide erbacea, C. viticella e, il
noto, ibridi C. Jackmanii. 
Gruppo Potatura 2/3
Mese: novembre / dicembre
Questo è piuttosto sezione speciale che può essere sia potata secondo una qualsiasi gruppo 2 o 3. La ragione di questo dispari immissione può essere fatta risalire ad un incrocio di due gruppi clematis.

sabato 3 ottobre 2015

Rose bicolori.

Oggi vi parlo di due rose che cambiano colore mentre sbocciano.
La prima è  Jubilé du Prince de Monaco una floribunda molto rifiorente col fiore bianco bordato di rosso ciliegia, piuttosto contenuta come taglia, ha una buona rifiorenza; è una rosa di Meilland del 2000, poco profumata.

Jubilé du Prince de Monaco

La seconda è Imperatrice Farah, rosa di Delbard del 1986, Sboccia bianca e col sole diventa rossa quasi come fosse ustionata, ha fiori profumatissimi che sanno di frutta e di banana, steli lunghissimi e fiori piccoli, compatti e strapieni di petali.
Descritta così pare una rosa bellissima invece tutti i suoi pregi decadono immediatamente se considerati col portamento del cespuglio: alto, steccoso, foglie chiare e bruttine pieno di spine!

Imperatrice Farah
Me ne innamorai vedendo il fiore su di un catalogo tanti anni fa ma se non l'ho ancora eliminata è solo per merito del suo profumo.

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